Situata a 60 km da Roma, Arsoli poggia su un colle verdeggiante di ulivi, querce e cipressi sulla cui sommita sorge l'antico borgo dominato dal possente castello Massimo, che sorto nell'XI sec. come convento-castello dell'Abbazia di Subiaco e succesivamente fortificato, ha notevoli affreschi di Federico Zuccari, Marco Benefial, Antonio Macci. Interessanti l'armeria, la cappella di San Filippo Neri con protiro gotico e facciata cosmatesca, il giardino all'italiana e il parco. Territorio equo, con ritrovamenti d'epoca romana del II sec. a.C., il paese nasce intorno all' anno mille (997) e conserva tutt'ora pressoche intatto il centro storico medioevale e le antiche viuzze. L'abitato domina la valle del Bagnatore, un solco tra i monti Sabini ed i Simbruini, attraversato sin dall' antichita da importanti vie di comunicazione a cominciare dalla romana via Valeria della quale restano ancora tratti di mura poligonali e di basolato, due ponti, Scutonico e S. Giorgio, due cippi miliari, uno in piazza Valeria e l'altro nella sala consiliare del Comune.La valle e stata attraversata, poi, dalla Valeria, dalla linea ferroviaria Roma-Pescara e, dal 1970, dall'autostrada Roma-L'Aquila. Il territorio fu abitato dagli Equi e poi dai Romani che vi realizzarono ville rustiche, to Marcio, opere delle quali si rinvengono ancora numerosi resti. Anche S. Benedetto vi pose uno dei tredici monasteri, quello di S. Andrea, ed i suoi successori edificarono Arsoli cui origine si fa risalire al 997 (bolla Papale di Gregorio V). Confina a nord con il territorio del comune di Riofreddo, ad est con la regione Abruzzi, a sud con Marano Equo e Cervara di Roma, e ad ovest con Roviano. Lo stemma del Comune e la "FENICE ", l'uccello favoloso che muore e risorge dalle sue ceneri. Poggia su un rogo con la scritta "POST FATA RESURGO", dopo la rovina risorge, quasi a confermare le continue riprese di Arsoli dopo le innumerevoli catastrofi e le crisi avvenute nel corso della storia.